Lettera di Nicola Pizzillo

Paola Castiglia




Lettere
di Paola Castiglia
sabato 6 ottobre 2007

Non è ancora nato ed è già una realtà, difatti non vi è giorno senza che qualcuno commenti nel bene o nel male la nuova formazione politica, le sue idee, i suoi candidati.
Se ne è parlato come di un compromesso storico bonsai ma questo non rende giustizia all’intuizione che trent’anni or sono ebbero due grandi statisti come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer e cioè che voler mettere assieme le forze che si riconoscevano nel socialismo riformista e nel cattolicesimo democratico era possibile ed anzi auspicabile, processo interrotto bruscamente dal barbaro assassinio del primo e che si è potuto poi realizzare a seguito della caduta del muro di Berlino.
Sicuramente è un evento storico per il nostro paese che due partiti, in controtendenza al trend nazionale che vede la proliferazione di nuove formazioni politiche, anziché dividersi decidano di unirsi, addirittura azzerando la propria dirigenza che si rimette in discussione attraverso una votazione aperta non solo agli iscritti ma a tutta la società civile.
Se come si dice il destino è nel nome, penso che il partito democratico possa essere lo strumento per il cambiamento nella nostra società, che ha bisogno di grandi riforme strutturali, vedi pensioni, mercato del lavoro, liberalizzazioni, attraverso la partecipazione della gente la quale non sopporta più la mediazione degli apparati di partito e che comunque necessita di un campo di pratica delle proprie idee inserito in un contesto democratico e non abbandonato a derive populistiche di piazza con scarse prospettive di riuscita se non nel breve periodo.
L’ambizione del PD è quelle di semplificare il quadro politico mettendo in atto un’aggregazione che punta a voler rappresentare il 30% dell’elettorato attivo, quindi qualcosa di più della semplice somma algebrica dei voti dei due soci fondatori  e capace di una vis attrattiva sulle formazioni minori verso le quali fungere da collante e sintesi politica, inoltre un risultato comunque lo ha già ottenuto ed è quello di aver costretto gli altri partiti a rincorrere avviando due cantieri volti ad aggregare le formazioni della sinistra cd. radicale e dei partiti di centro-destra.
Semplificazione gridata a gran voce da un’opinione pubblica che pretende, in un periodo in cui sono chiesti grandi sacrifici alle famiglie italiane, la riduzione dei costi della politica che passa sia attraverso l’abbassamento del numero dei parlamentari e delle loro indennità, la soppressione di enti inutili ( es. le province) fino a terminare in apparati di partito snelli e capaci di fornire risposte concrete in tempi rapidi ai bisogni della gente.
Primo passo perchè il nascituro PD nasca robusto e goda di buona salute è che le votazioni primarie del 14 ottobre prossimo vedano la partecipazione più ampia possibile di elettrici ed elettori di tutte le età e condizioni sociali, che votino una delle sei liste in campo espressione delle diverse anime costituenti, e questo appunto per far sì che il partito non cada in mano a vecchie nomenclature ma diventi patrimonio comune di quanti si riconoscono negli ideali di democrazia, libertà, lavoro, solidarietà e pace.
Elemento essenziale perché la suddetta iniziativa decolli è il valore dell’ UNITA’ intesa come momento di dialogo di tutti coloro che partecipano al progetto, di confronto che può essere anche serrato per quanto riguarda le passate scelte di politica locale ma che deve sempre svolgersi nei canali della correttezza e soprattutto del rispetto reciproco, perché altrimenti a farsi male non sarà di certo l’avversario, avvezzo alla lotta politica e capace di sopportare stoicamente le avversità, ma in questo caso sarà proprio il nascente Partito Democratico il quale verrebbe percepito dall’opinione pubblica come momento di scontro fazioso finalizzato al comando di pochi sui molti che invece timidamente avrebbero voluto avvicinarvisi.


Pagina 1 di 1

Commenti alla notizia

Ultime discussioni - Clicca qui per leggerle tutte (50)




    Visite: - Statistiche di accesso